Le “ricette rotonde”: i carboidrati del Mediterraneo

Tutti i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo hanno una cosa in comune: è qualcosa di tondo e buono, che si mangia con le mani e si prepara in poco tempo, ma che ha anche mille varianti e altrettanti nomi diversi a seconda della lingua e della tradizione. Sono i piatti a base di farina, acqua e sale, che si preparano a casa e si possono farcire e imbottire. Queste ricette rotonde servivano per poter portare il cibo di casa appresso, e la base in pasta fungeva da vero e proprio “piatto commestibile”: aiutava a non sporcarsi, a non sprecare e a non dover lavare stoviglie alla fine del pasto.

La base dei piatti è la farina, la fonte di carboidrati per eccellenza. Le ricette originali prevedevano le farine integrali che si trovavano nei vari territori. Oggi le ricette riportano invariabilmente la dicitura “farina 00” di grano tenero o di grano duro, mentre per una dieta equilibrata e una digestione migliore bisognerebbe optare per la versione integrale. Stimolate il palato riscoprendo i chicchi antichi, e portate in tavola la salute, la tradizione e la storia. I nomi delle ricette rotonde sono tantissimi, e molti li conosciamo già: la pizza napoletana, il pane arabo, la piadina romagnola, la pita greca, le pagnotte tonde, i pani di semola del Marocco, le sfoglie tonde di pane carasau della tradizione sarda, fino al naan indiano, che si collega a noi tramite la tradizione indoeuropea. Sono tutti modi eccellenti di recuperare le farine del passato e di avere un approccio sano al cibo sano.

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